Il Ghetto degli Ebrei

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Descrizione

Nell’anno millesimo si fondò a Monopoli un Ghetto per gli Ebrei nel luogo denominato Porta Nova per opera di un Abate di S. Pietro in medio urbis della nobilissima famiglia Arpona.
Un cenacolo di cultura, sempre appartenente agli Ebrei fu l’Accademia di filosofia ebraica, sorta nella seconda metà del ‘500, nel “pittagio degli ebrei”della quale era stato fondatore ed animatore “messer Teofilo Panarelli, un uomo dottissimo, geniale inventore oltre che medico e filosofo.

ll ghetto veniva utilizzato dalla numerosa colonia ebraica, che viveva in una situazione precaria e isolata nel ghetto, poiché i cittadini continuavano ad emarginarli. Molti ebrei, stando a quanto si legge nei Capitoli di Monopoli al tempo della dominazione veneziana, praticando l’usura, furono causa della rovina di molte famiglie, e ciò non faceva altro che creare odio sempre più profondo tra le due comunità, tanto che un ebreo si recò nel 1508 a Venezia per illustrare la triste situazione dei suoi correligionari a Monopoli, senza avere “soddisfazione” da parte del Senato.
Bisogna dire, comunque, che i Veneziani quando nel 1495 si insediarono nella città Monopolitana, furono molto tolleranti, forse perché volevano accattivarsi la simpatia di tutte le componenti della comunità, “nativi”, “giudecca” e forestieri, specialmente milanesi.

In questo clima favorevole si rifugiò a Monopoli il principe Isacco Abarbanel o Abrabanel (1437 - 1508 ), appartenente ad una delle più potenti famiglie della penisola iberica e padre del filosofo Giuda detto Leone Ebreo. Questi era un alto ufficiale dell’amministrazione del Regno portoghese, poi appaltatore delle imposte e consigliere di Ferdinando II il Cattolico, quando gli Ebrei furono espulsi dalla Spagna, emigrò a Napoli, dove fu al servizio di Ferdinando I e Alfonso II.
Stabilitosi a Monopoli, Leone considerò la città suo “scampo e rifugio”, vi rimase per tre anni, in cui attese alle sue più importanti opere filosofiche, per le quali oggi viene ancora ricordato.
Quando il Governatore veneziano Tomas Lione incominciò ad usare una politica più rigorosa nei confronti della comunità ebraica, Isacco Abarbanel si trasferì a Barletta, dove godè della protezione di Federico d’Aragona.

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In the year 1000, a Ghetto for the Jews was founded in Monopoli in the place called Porta Nova by an abbot of St. Peter in medio Urbis of the noble family Arpona.

A cenacle of culture, always belonging to the Jews, was the Academy of Jewish philosophy, built in the second half of the sixteenth century, in the “painter of the Jews”, of which he had been founder and animator “Sir” Teofilo Panarelli, a learned man, brilliant inventor as well as doctor and philosopher.

The ghetto was used by the large Jewish colony, which lived in a precarious and isolated situation, because the citizens continue to marginalize them. Many Jewish, according to what is read in the Monopoli Chapters at the time of the Venetian domination, practicing usury were the cause of the ruin of many families, and this did nothing but create an ever deeper hatred between the two communities, so much so that a Jew went to Venice in 1508 to illustrate the sad situation of his co-religionists at Monopoli, without having “satisfaction” from the Senate.

It must be said, however, that the Venetians, when they settled in the city in 1495, were very tolerant, perhaps because they wanted to win the sympathy of all the members of the community, “natives”, “Giudecca” and foreigners, especially Milanese

In this favourable climate, Prince Isaac Abarbanel or Abrabanel (1437-1508) took refuge in Monopoli, belonging to one of the most powerful families of the Iberian Peninsula and father of the philosopher Judas called Leo the Jew. He was a high official in the administration of the Portuguese Kingdom, then a tax contractor and adviser to Ferdinand II the Catholic, when the Jews were expelled from Spain, emigrated to Naples, where he served under Ferdinand I and Alfonso II.

Having settled in Monopoli, Leo considered the city his “escape and refuge” and remained there for three years, in which he waited for his most important philosophical works, for which he is still remembered today. When the Venetian Governor Tomas Lione began to use a more rigorous policy towards the Jewish community, Isaac Abarbanel moved to Barletta, where he enjoyed the protection of Frederick of Aragon.

Notizie tratte da:
- Nicola Ghezzi, “Monopoli e la Monarchia delle Puglie Racconto storico per Luigi Finamore Pepe”, Editore Monopoli 1897;
- Sebastiano Lillo, “Monopoli sintesi storico geografica”, Grafiche Colucci Monopoli, 1976;
Testo, Ricerca e Foto a cura di Angela Marasciulo
Servizio Civile 2012 - Comune di Monopoli «Progetto Espressioni d'identità»
[13 Marzo 2013]

Traduzione: Fabrizio Peconio, tirocinio formativo a.a. 2021/22 presso URP

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