Descrizione
Tipologia di documento
Studio sul sistema idrogeologico del territorio di Monopoli
- Politecnico di Bari -
L’Assessorato alla Città Ambiente e Territorio ha realizzato nel 2004, insieme ad una equipe di tecnici specializzati universitari, uno studio sul sistema idrogeologico del territorio di Monopoli.
Tale studio, presentato in Consiglio Comunale, è stato reso necessario per la comprensione del problema e dei relativi rischi alluvionali
Il rischio alluvionale nel comune di Monopoli
Il territorio del Comune di Monopoli, è esposto a questo tipo di rischio in virtù della presenza di un sistema di lame che attraversa il territorio extraurbano e lambisce quello urbano.
L’interferenza tra il sistema insediativo urbano (le urbanizzazioni in genere) e quello orografico delle lame genera una condizione di rischio in quanto agisce sia sulla pericolosità che sulla vulnerabilità:
Pericolosità: può determinare un’alterazione dei naturali processi di scorrimento delle acque dal gradone murgiano fino al mare;
Vulnerabilità: espone al pericolo alluvionale la popolazione insediata in prossimità del sistema delle lame.
Fattori e mappe di rischio
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| RISCHIO | |||||||||||||||||||||||||||||||
Aree della fascia costiera particolarmente critiche
Aree della fascia costiera particolarmente critiche
Proposte operative di immediata attuazione
- Utilizzare (facendolo proprio nelle forme di legge) lo studio idrologico elaborato dal Politecnico – e messo gratuitamente a disposizione – come studio preliminare per la verifica di compatibilità di tutti gli interventi di trasformazione del territorio.
- Redigere studi parziali di approfondimento per esplorare quelle parti del territorio in cui il sistema idrico superficiale ha subito forti alterazioni.
- Eseguire un rilievo aereofotogrammetrico aggiornato con rilevazioni delle sezioni altimetriche significative lungo il corso delle lame e/o dei canali artificiali.
- Redigere uno studio idrologico finalizzato a evidenziare le portate massime di deflusso calcolate in funzione degli eventi meteorici di maggiore intensità nei tempi di ritorno di circa 150 anni ed evidenziare conseguentemente le aree potenzialmente interessate da fenomeni di esondazione.
- Utilizzare (immediatamente) gli studi di cui al punto 1) e 2) come studi di settore ad integrazione delle analisi prodotte nel “Piano comunale delle coste” per assumere le conseguenti determinazioni progettuali.
- Ordinare provvedimenti immediati di rimozione degli ostacoli, di trasformazione e/o adeguamento costruttivi atti a consentire il deflusso delle acque meteoriche, in tutti i casi in cui siano stati i privati a modificare lo stato dei luoghi.
- Agire di concerto con gli enti pubblici competenti, per quanto previsto al punto 6), laddove gli interventi da eseguire siano di esclusiva competenza istituzionale.
- Non autorizzare più in futuro sistemazioni esterne agli edifici di tipo impermeabile, bensì pavimentazioni – laddove necessarie - rigorosamente di tipo permeabile.
- Bonificare le lame, ripristinare il sistema di deflusso e realizzare canali artificiali secondo tecniche costruttive di ingegneria naturalistica in tutti i casi in cui si siano prodotte interruzioni allo scorrimento delle acque.
- Costituire una struttura tecnica orientata a monitorare e pianificare l’assetto idrogeologico del territorio, con presenza di “specifiche competenze di settore” che, per il caso in esame, comprendano un geologo, un ingegnere idraulico e un esperto in pianificazione del territorio (anche sotto forma di consulenti).
Definizioni termini utilizzati:
Secondo la definizione elaborata dall’UNDRO (United Nations Disaster Relief Office) nel 1979, il rischio (R) rappresenta l’entità del danno atteso in una data area e in un certo intervallo di tempo al verificarsi di un particolare evento (calamitoso se si fa riferimento alle calamità prodotte) ed è correlato alla pericolosità dell’evento o hazard (H), alla vulnerabilità (V) e alla esposizione (E) secondo la relazione seguente: R = H * V * E
Componenti del rischio
Hazard o Pericolosità: Probabilità che un evento si verifichi in un certo intervallo di tempo e in una determinata area con una certa intensità.
Vulnerabilità: Capacità di un sistema di far fronte alle sollecitazioni prodotte dall’evento calamitoso.
Esposizione: Indice quantitativo del numero di persone e di beni economici e capitale sociale esposti alla potenziale situazione di pericolo
Hazard o pericolosità
Hazard Naturali: terremoti, maremoti (o “tsunami”), eruzioni vulcaniche, eventi meteorici particolari (uragani, venti impetuosi, grandinate, siccità, ecc.), mareggiate, frane, incendi boschivi, esondazioni fluviali.
Hazard Tecnologici: inquinamenti delle acque, dell’atmosfera, del suolo, piogge acide, conseguenze relative ad incidenti in impianti industriali, centrali nucleari,...
Hazard “Na-Tech”: fenomeni naturali/tecnologici scatenati da cause tecnologiche/naturali.
Vulnerabilità
Vulnerabilità Fisica: Predisposizione del sistema ricevente a subire danni materiali.
Vulnerabilità Sistemica: E’ dovuta alla complessità strutturale del sistema territoriale, ossia alle relazioni che intercorrono tra le varie parti che lo compongono (sociale, politica, economica, culturale).
Il concetto di esposizione va riferito sia alla dimensione temporale che a quella spaziale.
Ad esempio, la quantità di popolazione esposta a rischio è maggiore nei luoghi di lavoro durante le ore diurne, mentre in quelle notturne è più elevata nelle abitazioni.
Un evento calamitoso si sviluppa temporalmente in tre fasi consecutive: Impatto / Emergenza / Ricostruzione
| Studio realizzato da: ing. Giuseppe Orlando prof. geol. Alessandro Reina prof. ing. Carmelo Maria Torre | Struttura dati e informatizzazione: arch. Maria Macina ing. Giuseppe Maggio |
| Coordinatore dello studio: prof. ing. Francesco SELICATO | |