COMUNICATO STAMPA N.6591
La sezione ANPI di Monopoli “Lidia Menapace”, con la collaborazione di APAD Onlus e il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Monopoli ha il piacere di annunciare che il 25 aprile sarà portato in scena, sul palco del Teatro Radar di Monopoli, lo spettacolo “Giovinette, le calciatrici che sfidarono il duce”.
Lo spettacolo è tratto dal libro omonimo di Giulia Seneghini che, oltre alla storia romanzata delle prime calciatrici italiane, è corredato da un saggio di Marco Giani attraverso il quale è possibile ripercorrere decenni di discriminazione femminile.
Nella storia di «Giovinette» è facile trovare spunti di riflessione: quello storico legato al fascismo, l’emancipazione della donna, il valore dello sport, le sfide dell’adolescenza, il ruolo dei media. Lo spettacolo racconta a ritmo serrato la storia vera delle ragazze che l’11 giugno 1933 riuscirono a organizzare la prima partita di calcio femminile in tempi bui, quelli del regime fascista, in cui i giornali scrivevano che il Paese «aveva bisogno di buone madri, non di virago calciatrici» e si chiedevano se le pallonate non minassero la fecondità.
L’intento di queste giovinette non era certo quello di «sfidare il Duce», ma di trovare un loro spazio di divertimento e crescita personale, in un periodo storico dove per le donne erano previste ben altre priorità. Il Duce lo sfidarono loro malgrado. Le calciatrici provarono ad adattarsi in tutti i modi alle prescrizioni del Regime: giocando con lunghi gonnelloni, senza schiamazzare né mettersi in porta, ma con scarso successo. «Se c’è uno sport che la donna non dovrebbe praticare, esso è proprio il giuoco del calcio», come sentenziava la rivista mensile Lo Sport Fascista.
Biglietti: €15,00 | Ridotto Under 18 €10,00
Disponibili presso Mondadori Bookstore a Monopoli, via Roma 129 o, per pagamenti con Carta di Credito, sul sito www.apuliaticket.it/apad
-----------------
1932. Decimo anno dell’era fascista.
Sulla panchina di un parco di Milano un gruppo di ragazze lancia un’idea, per gioco, quasi per sfida: giocare a calcio. Fondarono il GFC (Gruppo Femminile Calcistico), la prima squadra di calcio femminile italiana che in breve raccolse intorno a sé decine di atlete.
Gli organi federali in principio assecondarono l’iniziativa, consentendo loro di allenarsi, ma non di giocare in pubblico. Inoltre, dovevano usare un pallone di gomma e non di cuoio, indossare la gonna non i pantaloncini, passare la palla solo rasoterra e in porta dovevano far giocare dei ragazzini adolescenti. Tutto questo per preservare le loro “capacità riproduttive”.
Nonostante ciò, la loro avventura sportiva riuscì caparbiamente a resistere per quasi un anno, quando, proprio alla vigilia della loro prima partita ufficiale, il regime le costrinse a smettere di giocare.
La loro fu una sfida al loro tempo, al regime, alla mentalità dominante che vedeva nel calcio lo sport emblema della virilità fascista.
Di questo pugno di ragazze, che a loro modo sfidarono il Duce e la cultura del loro tempo, alcune si riciclarono in altri sport, altre uscirono dalla storia, altre ancora entrarono in una storia più grande, partecipando dieci anni dopo alla lotta partigiana.
La loro epopea è raccontata con ironia e leggerezza da un trio di attrici che, mischiando comicità e narrazione, ci mostra come, pur a distanza di tanti anni e di tante battaglie, certi pregiudizi siano duri a morire e come la lotta per la libertà e i propri diritti passi anche attraverso lo sport.
regia Laura Curino
con Federica Fabiani, Rossana Mola, Rita Pelusio
collaborazione artistica Marco Rampoldi
adattamento drammaturgico Domenico Ferrari con la collaborazione di Laura Curino, Rita Pelusio scene e scelte musicali Lucio Diana
Co-produzione PEM Habitat Teatrali, Rara Produzione con il sostegno di Fondazione Memoria della Deportazione e della Sezione A.N.P.I. Audrey Hepburn