Il racconto dell’Exodus ne “Le Dossier Levi”: il documento

Le ricerche storiche sono state effettuate dall’arch. Nicola Napoletano

Data: Giovedì, 27 Gennaio 2022

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Immagine: levi_exodus

COMUNICATO STAMPA N.5339

Nell’immediato dopoguerra nel porto di Monopoli nei cantieri navali Dormio fu costruito il peschereccio “Sirio” (ribattezzato il 21 agosto 1945 in “Dalin”). A commissionarlo fu il Capitano Enrico Levi con lo scopo nobile di rimpatriare clandestinamente gli scampati all’Olocausto d’Europa svolgendo una operazione sotto copertura denominata Alyah Bet.

Levi non raccontò mai lo scopo reale della sua commessa. Anzi, riferì che la nave serviva come nave scuola per "giovani pescatori" a cui destinare le 36 angusti posti per i passeggeri. Abbiamo, però, le prove che sia la popolazione monopolitana che le autorità ecclesiastiche furono messe a conoscenza dello scopo dell'operazione. A pilotare l’imbarcazione, salpata da Monopoli nell’agosto 1945, era un monopolitano così come di Monopoli erano originari due membri dell’equipaggio. A bordo c’erano 37 persone che furono fatte sbarcare al largo della costa di Cesarea. Da allora il Capitano Levi si rese protagonista di altre traversate e alla fine 70.000 tra uomini e donne saranno trasferiti clandestinamente in Palestina.

Quella straordinaria impresa è ora documentata in un prezioso documento realizzato dall’architetto monopolitano Nicola Napoletano e presentato nel “Giorno della Memoria 2022” in occasione della mostra fotografica “EXODUS - Le dossier Levi” presso il circolo culturale “E. Curiel” in Lussemburgo dove l’autore si è trasferito da qualche anno. La mostra e la pubblicazione, con gli scatti del Comandante Enrico Levi del 3 agosto 1945 al varo dell'imbarcazione presso il porto di Monopoli, sono patrocinati dal Comune di Monopoli.

Si tratta dell’ultimo atto di un percorso avviato dall’architetto Napoletano dodici anni fa e che ha portato in questi anni alla raccolta di una serie di testimonianze in vita, fotografiche e documentali sulla figura del Capitano Levi e di quei monopolitani che, inconsapevoli, portarono a termine un’operazione così importante. Un pezzo di storia di Monopoli che il certosino lavoro di Napoletano ha fatto rivivere e per il quale il Sindaco di Monopoli, Angelo Annese, ha voluto riconoscere il patrocinio della Città.

«Mi sentivo in debito con i monopolitani e non volevo che questa eroica vicenda tornasse negli oscuri lembi dell'indifferenza, cancellando opere e gesta meritevoli di memoria. Monopoli ha la fortuna di annoverare tra i suoi concittadini persone meravigliose ed eccezionali quali il maestro Vincenzo Saponaro ed il Cav. Michele Lafronza, quest' ultimo impegnato a proseguire, ed io al suo fianco per come mi sarà possibile, un fine nobilissimo quale l'istanza della concessione della medaglia d' oro al merito civile per la città di Monopoli. Ringrazio il sindaco Angelo Annese dell'attenzione e dell'amicizia dimostratami, del sincero interesse e voglia di comprendere questo importante nodo storico collocatosi nel cuore della nostra bella Monopoli. Ringrazio con affetto e stima il dott. Sandro Scarafino che da tanti anni ascolta le mie storie su Enrico Levi e che da subito ha compreso il valore storico del suo passaggio a Monopoli e delle gesta dei nostri concittadini. Nulla sarebbe stato possibile senza i miei ragazzi del Circolo Eugenio Curiel in Lussemburgo (www.curiel.lu), Milena Crespi, Roberto Serra, Umberto Picariello ed Europa Controvento con Marco Onorato. Infine, ringrazio Antonio Bini, a cui ho dedicato la mia ricerca: egli mi insegnò che non chi comincia ma chi persevera», afferma l’arch. Nicola Napoletano.

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Ultimo aggiornamento:Mercoledì, 26 Gennaio 2022