Palazzo Palmieri
Palazzo Palmieri © India Santoro, Giusy Ricco, Federica Nato - Creative Commons CC0 1.0 Universal - Public Domain Dedication (CC0 1.0)

Descrizione

Tra il 1500 e il 1600 a Monopoli e nell’intero Mezzogiorno d’Italia si assiste alla formazione di governi cittadini nelle mani di famiglie nobiliari che in questo modo cementarono una forte solidarietà di ceto, tanto da trasformare il ceto popolare, secondo Angelantonio Spagnoletti, “in un’appendice non necessaria della piazza dei nobili, un ceto cui far ratificare decisioni già prese altrove”.

Questo potere doveva necessariamente essere visibile a tutti, vi era una forte volontà di distinzione sociale tale da indurre le famiglie nobili a curare la propria immagine pubblica a cominciare dalle loro abitazioni: si arricchiscono i frontoni dei palazzi, le facciate delle masserie e le ville di campagna vengono decorate con gli stemmi famigliari del patriziato monopolitano che le cronache locali e i libri di araldica descrivono nei particolari.
Tali stemmi vengono anche riprodotti in splendidi alberi genealogici o compaiono in dipinti commissionati dalle stesse famiglie che ritroviamo nelle nostre chiese. La gerarchia sociale deve rispecchiarsi in un nuovo contesto urbano, imponendosi con tutta la sua forza e magnificenza.

Vi erano innumerevoli palazzi nobiliari, alcuni dei quali visibili ancora oggi, altri sono stati inglobati all’interno di nuovi edifici ed altri ancora ristrutturati e destinati ad altri usi. Tali residenze presentavano spazi interni molto ampi e ben curati, cappelle private, studi e biblioteche, affreschi e pavimenti di pregio.

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During sixteenth and seventeenth century, in Monopoli and throughout the South of Italy we see the formation of city governments in the hands of noble families who in this way cemented a strong class solidarity, so much to transform the popular class, according to Angelantonio Spagnoletti, “in an unnecessary appendix to the noble, a class to ratify decisions already taken elsewhere”.

This power necessarily had to be visible to everyone, there was a strong desire for social distinction such as to induce noble families to take care of their public image starting from their homes: the pediments of palaces are enriched, the façades of the masserias and the countryside villas are decorated with the family coats of arms of the Monopolitan patriciate that the local chronicles and books of heraldry describe in detail.

These coats of arms are also reproduced in beautiful family trees or appear in paintings commissioned by the same families that we find in our churches. The social hierarchy must be reflected in a new urban context, imposing itself with all its strength and magnificence.

There were countless noble palaces, some of which are still visible today, others have been incorporated into new buildings and others still renovated and used for other purposes. These residences had very large and well-kept interior spaces, private chapels, studios and libraries, frescoes and precious floors.

Notizie tratte da:
- Annastella Carrino, “La città aristocratica. Linguaggi e pratiche della politica a Monopoli fra Cinque e Seicento”,
 Edipuglia, 2000.

Testo e Ricerca a cura di Maria Marzolla
Servizio Civile 2012 - Comune di Monopoli -Progetto URP  "Espressioni d'identità"
[28 Marzo 2013]

Traduzione: Fabrizio Peconio, tirocinio formativo a.a. 2021/22 presso URP

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